p 304 .



Paragrafo 5 . Il brigantaggio.

     
Da  secoli ormai, e non solo nell'Italia meridionale, le condizioni di
miseria  e di oppressione avevano favorito la formazione di  bande  di
briganti, che, dediti alle rapine ed ai saccheggi a danno generalmente
delle  classi pi abbienti, erano considerati dalla mentalit popolare
pi come vendicatori di ingiustizie che criminali.
     L'introduzione  del servizio militare obbligatorio,  il  prelievo
fiscale,  l'assenza di sviluppo industriale, la mancata  distribuzione
di  terre  e la completa abolizione degli usi comuni a tutto vantaggio
dei grandi proprietari terrieri
     
     p 305 .
     
     accentuarono   il  disagio  e  la  delusione  delle   popolazioni
meridionali.  La  conseguente ostilit nei confronti del  nuovo  stato
provoc  allora  il  dilagare di quella forma di ribellione  spontanea
contro  l'oppressione e la fame praticata da secoli. Il banditismo  o,
come  fu  chiamato, il brigantaggio, divent cos un  vero  e  proprio
fenomeno  di  massa:  non  pi una protesta individualistica,  ma  una
rivolta sociale contro la vecchia classe dominante ed il nuovo  stato.
Si  formarono ben 350 bande, trenta delle quali erano composte da  pi
di  cento  uomini.  Ne  facevano parte  contadini,  ma  anche  giovani
renitenti  alla leva, cittadini disoccupati, ex soldati borbonici,  ex
garibaldini.  Le  aree di maggiore diffusione erano  le  zone  interne
della Campania, la Basilicata e la Puglia.
     Nel    periodo    immediatamente   successivo   all'unificazione,
Francesco secondo di Borbone, rifugiatosi prima a Gaeta e poi a  Roma,
cerc  di strumentalizzare il malcontento popolare ed il brigantaggio,
per recuperare il perduto regno. A tale scopo, invi ai briganti aiuti
finanziari  ed  anche  esperti nell'organizzazione  della  guerriglia.
Questa forma di brigantaggio politico, per, si esaur in breve tempo.
     Il  brigantaggio,  che  formalmente  appariva  come  una  rivolta
contro  lo  stato, aveva motivazioni profonde, legate alle  condizioni
economiche  e  sociali delle popolazioni meridionali. I governi  della
Destra  non  tennero in considerazione questo aspetto del problema  ed
adottarono  scelte  esclusivamente repressive, ricorrendo  all'uso  di
mezzi  straordinari:  occupazione  militare,  stato  d'assedio,  leggi
speciali.
     Un  primo  contingente militare di 50.000 uomini, gi  nel  1861,
and  ad  affiancare  la  guardia nazionale,  che  era  formata  dalla
borghesia  agraria  locale.  La repressione  ebbe  per  l'effetto  di
rendere  ancora pi estesa e determinata la protesta. Per questo,  nel
1862,  fu  proclamato lo stato d'assedio e fu pi che  raddoppiato  il
contingente militare. Quest'ultimo, nel 1863, arriv a 163.000 uomini,
corrispondenti  alla  met di tutto l'esercito  nazionale;  in  quello
stesso anno, con una legge speciale (legge Pica, dal nome del deputato
della Destra che la propose) venne attribuita ai tribunali militari la
competenza per i reati di brigantaggio.
     L'impiego  di  questi mezzi eccezionali, che furono spesso  usati
in   modo  incontrollato  e  indiscriminato,  per  attuare  sanguinosi
interventi  repressivi, quali incendi di villaggi per  rappresaglia  o
fucilazioni sommarie di sospetti, consent al governo di stroncare  il
brigantaggio, almeno come fenomeno di massa, gi nel 1864.
     Il  costo  del  successo dell'operazione fu per  assai  elevato:
7.000  morti  tra  soldati e briganti, durante i combattimenti;  2.000
briganti fucilati; 20.000 condannati a varie pene detentive.
     A  partire  dal  1865 il brigantaggio torn ad  essere  un  fatto
isolato. Il malcontento, per, rimase ampiamente diffuso e dette luogo
ad  altre  manifestazioni di rivolta, come quella scoppiata a  Palermo
nel   1866,   alla  quale  parteciparono  filoborbonici,   mazziniani,
repubblicani,  separatisti e clericali, duramente  repressa  in  sette
giorni di sanguinosi scontri.
